Già dalle prime ore del mattino, la colonna formata dalle truppe in fuga dalla Russia viene fatta oggetto di un bombardamento da parte di quattro aerei dell'Armata Rossa. In vista delle prime isbe del villaggio, viene mandata all'attacco la Tridentina, unica delle divisioni italiane ancora in grado di combattere. Particolarmente significativi durante questo attacco sono le azioni dei battaglioni Vestion, Verona, Valchiese e Tirano. I russi sottopongono ad un fuoco costante i nostri militari, grazie all'uso di mortai, mitragliatrici e carri armatii: gli italiani che combattono effettivamente sono numericamente inferiori di molto ai russi, visto che buona parte della nostra colonna era costituita da sbandati, soldati privi di armi e senza comando. Nonostante ciò, per tutto il pomeriggio le truppe italiane tengono testa all'esercito sovietico. In serata si uniscono alle forze all'attacco i battaglioni Edolo e Valcamonica e gli uomini della Tridentina, guidati dal Generale Luigi Reverberi, riescono ad aprire un varco fra le linee russe.
Il prezzo pagato è altissimo: migliaia di soldati italiani cadono sotto i colpi dell'artiglieria nemica, altrettante migliaia sono i feriti. Nonostante questo bagno di sangue, la battaglia di Nikolaevka deve essere considerata una vittoria dell'esercito italo-tedesco: grazie a questo successo, si riesce infatti ad aprire un varco nella sacca del Don e il 31 gennaio 1943 la colonna riesce a raggiungere Shebekino e dunque la salvezza presso le linee amiche.
Oggi Nikolaevka non esiste più, essendo stata assorbita dalla città di Livenka. (coordinate: 51° 56' N , 38°36' E / altitudine: 21 m. s.l.m. / Distretto Federale Centrale, Regione: Oblast di Voronez)



1 comment:
Ciao,
Scusa non ho letto il post perche`sono al lavoro e mi stanno gia`gurdando male.
Volevo solo farti un saluto e un complimenti per il blog.
All the best..
Un bacio
Bea
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